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A partire dalla seconda metà del XIV secolo il Collegio dei Notai stabilisce i propri uffici e archivi presso la torre della Masseria di Palazzo della Ragione.
Nel 1408, su concessione del Podestà Nicolò Zorzi e del Capitano Bartolomeo Morosini, il Collegio ottiene anche la Cappella di San Zeno che da quel momento viene intitolata a San Zeno, patrono della città, e a San Daniele, patrono dei Notai.
Tra il 1408 e 1419 si svolgono i lavori di allestimento della Cappella, che si imposta su una pianta quadrangolare sviluppata in tre ambienti comunicanti coperti da volte a vela impostate su arco gotico.
A causa dei crolli e degli incendi che interessano nei secoli Palazzo della Ragione, la Cappella dei Notai ha modificato il proprio aspetto, e le originarie decorazioni sono andate perdute.
Oggi si può ammirare il sorprendente ciclo decorativo realizzato tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, come testimonia un’iscrizione commemorativa del 1703 in uno dei sott’archi.
Un’altra epigrafe ricorda il completamento dei restauri effettuati dopo l’incendio del 1723.
Il visitatore in questo spazio prova sorpresa per la discontinuità tra l’austerità delle sale del piano nobile e la ricchezza straordianria della Cappella, il cui complesso decorativo si articola seguendone l'assetto architettonico e scultoreo.
I dipinti si devono a Alessandro Marchesini (1663-1738), Giambattista Bellotti (1667-1730), Sante Prunati (1656-1728) e Louis Dorigny (1654-1742), che hanno scelto soggetti tratti per lo più da episodi della vita dei santi Zeno e Daniele, a cui si aggiungono i temi della giustizia nell’Antico Testamento e della salvezza nel Nuovo.
Le grandi lunette raffigurano l’Adorazione dei Magi, di Giovambattista Bellotti, l’Adorazione dei pastori di Alessandro Marchesini e il Sacrificio di Isacco di Gianbattista Canziani (1664-1730), mentre Il Miracolo della coppa, il Miracolo del carro tirato da buoi indemoniati, le storie della vita di San Zeno, l’Innocenza di Susanna, e l’Annunciazione si devono a Louis Dorigny, pittore francese attivo a Venezia che realizza i quattro grandi teleri tra il 1693 e il 1697.
Andrea Zanoni (1669-1730), pittore padovano, è invece l’autore della maggior parte delle quadrature pittoriche murali a carattere illusionistico e di sfondamento prospettico.