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Achille Forti nasce da una famiglia borghese di origine ebrea. Fu un'illustre botanico e grande mecenate. Un ritratto di Ettore Beraldini (1887-1965) del 1935 lo raffigura all’interno del suo studio cogliendolo come se avesse appena alzato gli occhi dall’erbario che gli è di fronte. Una lente in mano, e gli strumenti del lavoro di fianco a sé: Beraldini in quest’opera ci restituisce l’immagine di un uomo con una grande passione per la ricerca, in particolar modo nel campo della botanica e dell’algologia, a cui  dedicò tutta la vita con impegno e dedizione.
Nacque a Verona nel 1878 e visse insieme ai genitori, Arrigo e Giulietta Forti, nel palazzo che fu dei conti Emilei.
Terminati gli studi classici, Achille Forti si iscrisse all’Università di Padova dove nel 1900 si laureò in Scienze Naturali. Deciso a dedicare la propria vita agli studi, organizzò nel proprio palazzo un moderno laboratorio e una ricca biblioteca, e intraprese molti viaggi che lo portarono per scopi di ricerca nei Balcani, in Marocco, in Algeria, Spagna, Turchia e nel Nordeuropa fino alla Norvegia.
L’algologia, di cui era apprezzatissimo specialista, era il suo principale campo di interesse: oltre alle molteplici pubblicazioni, circa una cinquantina, si rammenta anche che è sua la voce dedicata alle alghe nell’Enciclopedia Treccani.

Ettore Beraldini, Ritratto di Achille Forti, 1955, olio su tavola, Galleria d’Arte Moderna Achille FortiOltre agli interessi scientifici, Achille Forti nutriva anche una grande passione per le arti, in particolar modo per scultura e pittura, di cui era raffinato cultore. Del 1920 è uno dei suoi volumi di maggior successo, Studi su la flora della pittura classica veronese, in cui coniugava arte e scienza analizzando novantuno opere di venticinque artisti diversi, che aveva presentato sia dal punto di vista botanico, che da quello critico artistico.
Fu membro delle più prestigiose accademie nazionali ed estere come l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, l’Accademia delle Scienze di Torino, la Società Geografica e Botanica Italiana e di Berlino, e ottenne premi e riconoscimenti in ambito scientifico.
Oltre che per i suoi studi e per i suoi interessi, Achille Forti si distinse anche per la partecipazione alla vita pubblica veronese, che lo vide consigliere e membro delle Commissioni per la Biblioteca, i Musei d’Arte e il Museo di Scienze Naturali, di cui incrementò il patrimonio. Istituì premi e fondazioni scolastiche, tra cui, di particolare rilevanza, sono quelle intitolate ai suoi genitori presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, e il Premio Attilio Spazzi per la Scuola d’Arte applicata alle industrie di Verona.
Alla sua morte, nel 1937 all’età di 59 anni, lasciò come erede universale del suo cospicuo patrimonio il Comune di Verona perché ne disponesse in opere sociali e umanitarie. Il Palazzo dove risiedeva, Palazzo Forti, fu per sua precisa volontà trasformato in un museo dedicato alle arti, successivamente divenne sede dell’Accademia Cignaroli, e ora ospita AMO Arena Museo Opera, la prima istituzione al mondo interamente dedicata all’opera lirica nella città.